
Conosco
Claudio Ferroni da oltre trent'anni e non l' ho mai visto
perdere lo spirito della nostra giovinezza. E' un uomo di una
straordinaria ricchezza: gaio ma anche riflessivo, pragmatico
ma anche sensibile, superiore nella sua genialità ma anche
disponibile e paziente con gli altri. Questi tratti complessi
del suo carattere li ho sempre ritrovati nei suoi dipinti, nei
quali si compone sempre la profondita' del sentire e
l'accuratezza della tecnica. La curiosita' verso il mondo
(appunto, il suo animo "giovane") muove i suoi pennelli, tesi
a rappresentare il Bello nelle sue forme naturali piu' varie.
I quadri di Claudio entrano dagli occhi ma puntano al cuore,
passando per le emozioni suscitate dalle sue scelte cromatiche
e dal suo tratto inconfondibile. Per questo le sue tele hanno
un'immediatezza percettiva appena filtrata dai riferimenti
spazio-temporali : paesaggi dell'anima, direi, nei quali
ritroviamo noi stessi, con le nostre angosce, le nostre gioie,
le nostre paure, i nostri entusiasmi. Ispirazione e tecnica,
natura e cultura raggiungono in questa estetica quella "poesia
visiva", che e' lo stadio evoluto della pura e semplice
pittura.